An Italo-Egyptian abroad

[]

Odio le citazioni letterarie.
 
Odio le ostentazioni di cultura da Passaparola.
 
E odio anche quelle che non sono da passaparola, ma sanno lasciarti in bocca quel sapore inconfondibile che lascia il PESSIMO gusto.
 
E odio chi parla a vanvera, chi parla per dare aria alla bocca, chi si parla addosso, chi parla come se stesse sempre recitando, chi vive per essere ammirato in una vetrina, chi non esprime nulla e non comunica nulla se non a sè stesso.
 
E chi trova significati nascosti nelle cose più semplici.
 
E chi usa le cose più semplici come scudo per le proprie incoerenze. Chi stupra la freschezza di un soffio di vento appesantendola con mille parole, con mille "poesie", con mille cazzate.
 
E chi sa fare solo domande agli altri, mai a sè stesso. Chi cerca il guru che gli salvi la vita, chi vuole un maestro a cui dare la colpa se le sue aspettative finiscono nella merda. E bisogna ammetterlo, i maestri si cercano SOLO per quello.
 
Detesto. Con tutto. Il cuore. Chi usa ciò in cui credo contro di me senza nemmeno averlo capito.
Chi travisa le parole e le usa, secondo il senso che gli ha dato lui, contro chi le ha dette.
E chi ha paura di qualcosa.
Non del nulla, di qualcosa. Chi ha paura del nulla lo ammiro.
chi ha paura di restare solo. chi ha paura di non ricevere affetto. chi ha paura di non trovare lavoro. chi ha paura di non potersi permettere l’auto nuova. chi ha paura che la sua ragazza lo venga a sapere. chi ha paura di prendere un brutto voto a scuola.
quelli no. quelli non li ammiro.
e ODIO chi vive di metafore, chi violenta la sua testa alla ricerca di un linguaggio altisonante e aulico senza pensare a chi leggerà.
Perchè chi scrive dove tutti possono leggere SA che sarà letto.
Ma odio allo stesso modo chi scrive come se gli altri dovessero capire, e scrive solo per sè. E scrive dove
nessuno leggerà mai.
 
E le etichette.
 
E le contraddizioni.
 
E chi ti vieta di contraddirti in base a una forma di "coerenza" che esiste solo nella sua testa, perchè tu non sei nella sua testa, e non sei tutto ciò che sa di te.
 
E il bon-ton, e le regole senza motivo
E anche quelle con un motivo, se me le impongono con un tono da tiranno.
E chi dice di vedere dio, ma non ha ancora capito come fare a non avere paura di tutte le cose che ho elencato.
 
E la magia, e chi dice di saperla fare.
 
E le verità assolute, e le strade imposte, e le bugie.
E il fuoco, e l’aria, e la terra e l’acqua e chi vive identificandosi solo con una di queste cose.
 
E chi dice "io sono dio", e chi dice "io non sono degno"
 
E chi non si adatta. Mai. A niente.
E chi si adatta sempre.
 
E chi vince solo con la violenza.
E chi vince solo con la calma.
E tutti quelli che sono diamanti ma trovano più comodo guardarsi sempre solo restando fermi su una delle loro sfaccettature, convincendoti e convincendosi che loro non sono il diamante, ma i giochi di luce su di esso.
E non dire le cose. E farmi scrupoli. E aver paura di essere arrogante. O egoista. O egocentrico. O di giudicare troppo.
O essere troppo umile.
E chi fonda culti sulla propria persona, e chi non ne fonda.
E chi crede che una delle due sia la scelta migliore, l’UNICA soluzione.
E chi vive ma non lo sa.
E le pecore. Bianche e nere. Sempre pecore.
Questo è tutto ciò che odio.

 

-Alessandro-

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This entry was published on June 8, 2006 at 7:38 pm and is filed under Uncategorized. Bookmark the permalink. Follow any comments here with the RSS feed for this post.

4 thoughts on “[]

  1. Giulia on said:

    mmmm…. daià, io nei tuoi post vedo sempre riferimenti troppo espliciti… sarà ma pure io ho un po\’ la coda di paglia. cmq non si capisce mai da che parte tu stia!!!!

  2. joe.rondini on said:

    Io non so se la parte iniziale del tuo post si riferisca a me. Certo le date me lo fanno pensare. è anche vero che la firma a fine post e di un certo Alessandro, ma il blog è tuo.Spero che non sia stato il mio primo commento ad ispirarti pensieri del genere, del resto anche il tuo era un po\’ evasivo.L\’idea di scrivere "prova commento 1, prova" è nata dal fatto che all\’inizio, pur avendo effettuato l\’accesso, cliccando sul tasto pubblica commento il commento non veniva inviato (dovuto all\’uso di firefox).Se ti riferisci al piano di sopra, quella è una storia lunga legata ad un pettegolezzo di Ghedi sulla pizzeria, Francesco e Luca sanno di cosa si tratta. Non è il tentativo di fare poesia o di scrivere in maniera impressionante (ci mancherebbe), è solo un modo di descrivere fatti senza coinvolgere terzi all\’unico scopo di sfogarmi. è forse l\’unico tag serio del blog. Gli altri post penso siano chiarissimi ed anche quelli, per la maggior parte, di natura descrittiva.Tieni conto del fatto che un blog è un diario virtuale, quindi è vero che sappiamo che sarà letto da altri, c\’è anche spazio per qualcosa di unicamente nostro (penso che questo pensiero tu lo condivida).

  3. Oneiros on said:

    Quello che adoro di questo post è che chiunque lo legge trova sempre
    almeno un paio di motivi per farsela sotto pensando che si stia
    parlando di lui. Bwahahah.

  4. Alessandro on said:

    Non male questo excursus (scusa la parola altisonante, spero non mi odierai adesso), é molto schietto e sincero (sempre che l\’abbia scritto tu!). Meglio che non visiti il mio blog, allora, altrimenti fai un infarto… No, dai non é detto…
     
    By
    Uno, Nessuno e Centomila

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